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Donne e Memoria

L’idea della Scuola estiva, “Luoghi della Memoria, Memoria dei luoghi. Le donne ricordano e raccontano”, è nata nel 1993 all’interno del gruppo di ricerca storica e di didattica di genere, parte della sezione didattica dell’ICSR. Ne facevano parte: L. Capobianco, R. Conte, C. D’Agostino,, S .dello Russo, A. De Mascellis, O. de Renzis, S. Ricciardelli; al gruppo negli anni si sono aggiunte giovani in funzione di tutor: A. Borriello, M. D’Agostino, G.D’Elia, A.Palma, B.Torre. Di questa attività è stato possibile conservare la documentazione, infatti, tranne che delle primissime edizioni, di tutte le altre sono stati pubblicati gli atti, prima in forma di quaderni curati dall’Istituto, poi in numeri monografici delle riviste Radici e futuro  e  Meridione. Nell’ Archivio sonoro dell’Istituto sono state conservate le interviste originali che oggi dovrebbero essere riversate prima che diventino inutilizzabili. In origine, la scuola era organizzata con l’Istituto per gli Studi filosofici  perché, pur con caratteristiche particolari ed esclusivamente rivolta alle donne, condivideva con le scuole di alta formazione dell’Istituto Filosofico la disseminazione sul territorio della regione Campania; si trattava infatti di scuole estive residenziali che si tenevano in moltissimi luoghi della Campania scelti per precipue caratteristiche, culturali, ambientali, sociali. Venuta meno questa collaborazione, la Scuole delle donne ha avuto altri partner; insieme agli enti locali, i Comuni o le Province, in una prima lunga fase l’Università Federico II e dall’anno scorso 2013 l’Università di Fisciano.

2004 - Luoghi della memoria. s giorgio

2012 - Meridione-luoghi-della-memoria-campagna-eboli-2012-4-1

2000 - Luoghi-della-memoria-Vico-Positano-2000

2002 - Luoghi-della-memoria-Procida-2002

Dal 1993 ci sono state 22 edizioni della Scuola frequentata da 20 borsiste, ma il numero negli anni a volte è cambiato, che insieme alle docenti e alle tutor lavorano intorno a due focus preponderanti: raccogliere le storie di vita di donne della comunità ospitante e valorizzare la dimensione locale. L’impianto è rimasto intatto negli anni, ma, in definitiva, ogni anno la scuola ha avuto anche altre caratteristiche; aggiustamenti, modifiche suggerite a volte dalle allieve, o dal gruppo delle docenti o ancora  dalla particolarità del luogo ospitante o anche dalle esigenze dei partner del progetto. Un lavoro che ha quindi una sua stabilità, ma che, in qualche modo, si rinnova sempre, perché diverse sono le partecipanti, diverse sono le testimoni, diversi sono i territori. Ciò che non cambia è ‘l’intenzionalità’ di fondo che caratterizza l’incontro; la preparazione alla scuola che spesso avviene o nei mesi precedenti o in alcune giornate che la precedono, necessaria per fornire gli strumenti teorici e tecnici per la costruzione delle fonti della memoria, porta poi al coagularsi in “un comune fare”, all’interno del quale donne di generazioni diverse si trovano a lavorare e ricercare insieme, a riflettere, a considerare e a vivere emozioni comuni; la giornata, se pur scandita da specifici momenti (interviste, analisi del lavoro svolto, riflessioni serali) sembra non avere nessuna soluzione di continuità, come un tempo lungo di un’esperienza unica. Le donne che la organizzano pensano che in queste scuole è come se venisse un po’ a sintesi il lavoro complessivo della sezione dell’ICSR “ Donne e memoria”: si coglie il rapporto tra storia e memoria, si colgono le evoluzioni e le involuzioni, le continuità e le interruzioni, i collegamenti tra il locale e il globale, i mutamenti nei rapporti tra i generi e le generazioni. Rimane intatto soprattutto, e il passare degli anni e delle stagioni politiche non lo oscurano, il nesso inestricabile che la cultura delle donne mantiene con la politica: entrambe sono strumenti attraverso cui si esercita “la virtù della resistenza” a che la cura del mondo e la cura di sé e dell’altro siano possibili e praticabili perché solo così la democrazia può davvero essere generata.