L'Ebreo come Diverso

La persecuzione antisemita in Italia

l. Chi e quando il prossimo?

Chi e quando il prossimo?

“Internamento significa privazione della libertà personale, separazione dalla proprie famiglie, inserimento in un ambiente “promiscuo”, un duro sistema di controlli e restrizioni, privazioni e umiliazioni.” (La Menzogna della Razza, 1994)

Dal giugno 1940 all’estate 1943 circa trecento comuni vennero preposti ad accogliere gli internati e una cinquantina circa furono i campi di concentramento progettati. Le località di internamento vennero per lo più collocate nel centro sud dell’Italia: Marche, Abruzzo e Molise, Campania, Calabria, Puglia e Basilicata. Sorti per la maggior parte su edifici preesistenti furono adattati alla men peggio; gli internati furono sottoposti alla giurisdizione del Ministero dell’Interno: quantunque privati della loro libertà, non furono mai trattati con dura violenza.

La situazione comunque cambiò nel 1943: chi riuscì ad allontanarsi dai campi dopo 1’8 settembre, poté salvarsi, rientrando nelle proprie case, o trovando ospitalità. Non ebbero la stessa sorte coloro che furono internati nei campi di transito: deportati in Germania o in Polonia, solo pochi fecero ritorno in Italia.

a) Busta e lettera indirizzata alla direttrice del campo di Solofra. b) Busta di lettera inviata il 19 gennaio 1942 dal dr. Nathan Zindwer. Internato nel campo di Campagna all'Istituto dl cultura ebraica di Pressburg in Slovacchia. La lettera risulta aperta per censura dall'Ufficio Centrale per la posta estera Italiana e da quello Slovacco (Cenzurovane). (Raccolta G. Moscati)

Il CAMPO Dl CAMPAGNA, sorto nel 1940 negli ex conventi di S. Bartolomeo e dell’Immacolata Concezione, sorgeva a pochi chilometri da Eboli, in provincia di Salerno. Dopo pochi mesi accoglieva già 365 uomini catturati in diverse parti d’Italia, tra cui anche stranieri, e 40 ebrei italiani. La sua posizione naturale offriva sicurezza militare e condizioni idonee all’internamento. Nonostante le dichiarate “buone condizioni di abitabilità”. regnava sporcizia e mancava qualsiasi norma igienica. Nel 1942 l’ispettore sanitario Carlo Sica dichiarava il campo “inidoneo” per l’alloggiamento degli internati. I 40 ebrei italiani vennero inviati a Gioia del Colle in provincia di Bari. Degli internati rimasero 64.

Il CAMPO Dl SOLOFRA, in provincia di Avellino, insieme con quello di Vinchiaturo era destinato ad accogliere prostitute straniere che, per i loro appuntamenti con militari e marinai erano sospettate di spionaggio, e donne antifasciste registrate negli atti della polizia. Furono comunque internate ed anche per brevissimo tempo solo cinque donne ebree immigrate o fuggite in Italia. Il campo di Solofra era esclusivamente femminile. ln Italia complessivamente erano sei: oltre Solofra, Pollena e Treia, in provincia di Macerata, Casacalenda e Vinchiaturo, in provincia di Campobasso e Lanciano in provincia di Chieti in tutti i campi femminili si può calcolare che vi fossero circa 260 internate, tra cui 62 “ebree straniere”.

Internati nell'ex convento dl S. Bartolomeo a Campagna. (A. Pesce, Operazione Avalanche. 1995)

Solofra. 22 marzo 1943. Comunicazione del podestà Costantino De Maio all'Untone delle Comunità Israelitiche Italiane. (Archivio di Stato dl Avellino. Archivio Comunale di Solofra, cat. XV, b. 1, fol.16)