L'Ebreo come Diverso

La persecuzione antisemita in Italia

e. La doppiezza di Mussolini

La doppiezza di Mussolini

1920 “In Italia non si fa nessuna differenza tra ebrei e non ebrei… Speriamo che gli ebrei italiani saranno abbastanza intelligenti per non suscitare antisemitismo nell’unico paese dove non c’è mai stato” (“Il Popolo d’Italia’, 19 ottobre 1920)

1921 “Voglio farvi sapere che per il fascismo la questione razziale ha una grande importanza. I fascisti devono preoccuparsi della salute della razza, perché la razza è il materiale col quale intendiamo costruire anche la storia” ( “Il Popolo d’Italia”, 9 novembre 1921)

1929 “È ridicolo pensare che si debbano chiudere le Sinagoghe. Gli ebrei sono a Roma dai tempi dei Re… Rimarranno indisturbati” (Camera dei Deputati, 13 maggio 1929)

1923 “Tra i popoli… ci sono dei dati di fatto che si chiamano razza. Che si chiamano grandezze e decadenza dei popoli e che conducono a dei contrasti, i quali spesso si risolvono attraverso la forza delle armi” (Camera dei Deputati 6 febbraio 1923)

1932 “Non esiste più una razza pura, nemmeno quella ebrea. Ma appunto da felici mescolanze deriva spesso forza e bellezza a una nazione… L’orgoglio nazionale non ha affatto bisogno di deliri di razza” (in E. Ludwig, Colloqui con Mussolini, 1932)

1934 “Chi vi ha visto sfilare ha avuto la profonda e quasi plastica impressione della nuova razza che il fascismo sta virilmente foggiando e temprando per ogni competizione” (Discorso agli Atleti d’Italia, 28 ottobre 1934)

1937 “Vi autorizzo a precisare che gli ebrei in Italia. hanno ricevuto, ricevono e continueranno a ricevere lo stesso trattamento accordato ad ogni altro cittadino italiano e che nessuna specie di discriminazione razziale o religiosa è in mente mia” New York Times, 24 giugno 1937)

1937 “Le razze che giuocheranno un ruolo importante saranno gli italiani, i tedeschi, i russi e i giapponesi. Gli altri popoli saranno distrutti dall’acido della corruzione giudaica” (G. Ciano, Diario, 1948)

Mussolini è stato un opportunista. È stato repubblicano e monarchico, socialista e oscurantista, libertario o tiranno a seconda di come gli tornava utile. Anche nei confronti degli ebrei, per molti anni, assunse una posizione contraddittoria, per meglio dire, non prese mai una posizione, ma coniò alcuni slogan, ora pro ora contro da lanciare secondo le contingenze.