L'Ebreo come Diverso

La persecuzione antisemita in Italia

f. Sporco ebreo antifascista

Sporco ebreo antifascista

“‘Sporco ebreo antifascista!’, queste parole, accompagnate da un pugno e dal sapore del sangue sui denti; e il pugno era quello di un senior della Milizia, fratello d’un mio conoscente che avrei traviato col mio giudaismo; e i miei denti; in una via del centro di Firenze, tra la folla, primi di novembre 1939, l’Italia non ancora belligerante: queste parole avrebbero dovuto fissarmi, identificarmi.” (F. Fortini, 1967)

Dopo la conclusione dell’Asse Roma-Berlino, Mussolini si adeguò in toto alla politica nazista, uniformandosi quindi all’antisemitismo dell’alleato. Organizzò allora una violenta campagna di stampa contro l’ebraismo e gli ebrei.

Al riguardo diversi scienziati e intellettuali teorizzarono l’inferiorità della razza ebraica. Nel “Manifesto della Razza”, il 3 giugno 1938, si sosteneva l’esistenza di “una pura razza italiana e la necessità che gli italiani si proclamino francamente razzisti”; e per questo motivo “gli ebrei non appartengono alla razza italiana”. Gli ebrei diventavano così cittadini di seconda classe e contro di essi vennero presi una serie di provvedimenti giuridici e politici.

Il 7 ottobre in una riunione del Gran Consiglio del fascismo venne infine approvata la “Carta della Razza” da cui trassero ispirazione i 29 articoli delle Leggi Razziali del 17 novembre 1938. Fu l’inizio della fine.

"La Difesa della Razza". 20.11.1938. (Istituto Campano per la Storia della Resistenza, Emeroteca)

a) L'avv. Emilio Sacerdote. agli inizi del 1938. offeso in pubblica udienza come ebreo, diede volontariamente te dimissioni. Più tardi, con l'entrata in vigore delle lega razziali fasciste, venne radiato dall'albo con questa notifica. b) Il R.D.L. del 9.2.1939 imponeva che i cittadini Italiani dl razza ebraica non potessero essere proprietari o dirigenti di aziende commerciali o industriali con cento o più dipendenti. (Raccolta G. Moscati)

a) Assegno emesso dall'avv. Raymondo Ottolenghi di Torino e respinto dalla banca con la motivazione stampata sul talloncino originale: "non si paga perchè di nominativo ebraico". b)Libretto di lavoro con evidenziato dalle autorità comunali che l'intestatario apparteneva alla "razza ebraica". (Raccolta G. Moscati)